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Matteoli: ridurre le stazioni appaltanti per la modernizzazione
Passare da 16 mila a 21 stazioni appaltanti. Una per regione. È
l'obiettivo del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti,
espresso durante la tavola rotonda per la presentazione del
regolamento di attuazione del
Codice Appalti.
Secondo il Ministro Matteoli, il sistema attuale comporterebbe
oneri eccessivi e perdite di tempo, come nel caso delle sospensive
da parte dei Tribunali amministrativi.
Per questo è stato già attivato un tavolo di lavoro, che prevede la
partecipazione delle maggiori associazioni di categoria, ma anche
delle stazioni appaltanti pubbliche più rilevanti.
Come emerge da fonti di stampa, per Matteoli bisognerebbe avere il
coraggio di ridisegnare l'assetto normativo, continuando comunque a
garantire i controlli necessari.
Con il regolamento di attuazione del Codice Appalti, che entrerà in
vigore a giugno, sono stati compiuti passi avanti verso la
modernizzazione del settore. Costituiscono un esempio in tal senso
il dialogo competitivo, l'asta elettronica e l'obbligo di
verificare il progetto da parte di soggetti terzi.
Utili alla semplificazione anche il divieto di affidare un progetto
col criterio del massimo ribasso, l'obbligo, per la stazione
appaltante, di indicare il limite massimo di sconto ammesso nel
bando e la possibilità che, in caso di inadempimento, un garante
subentri nel contratto di appalto, garantendo la realizzazione
dell'opera nei tempi previsti.
Il taglio delle norme e dei soggetti pubblici e privati sarà quindi
al centro delle attività ministeriali.